ARCHESTRATO: Tutti a tavola!
Vorrei unire la
poesia alla gastronomia, fornendo a tutti i miei lettori una curiosità,
direi una rarità letteraria tutta siciliana, segnatamente gelese. Nel IV secolo
a.C., il poeta gelese Archestrato (misconosciuto anche dai gelesi), nonchè
cultore della buona tavola, scrisse l'opera "Hadypatheia", cioè
"Gastronomia" o "Sul dolce Gusto". L'opera ci giunge
frammentata, ma notevole. Non è un semplice ricettario in versi (già di per sè
una novità per l'epoca), ma una sorta di "istruzioni per l'uso", in
cui il poeta, gran viaggiatore, indica agli amici in che luogo comprare tal
pesce, in quale stagione, secondo quale benevolenza divina, come infornare tale
pietanza o tal altra e persino il numero corretto di commensali
(..."Di vivande
squisite unica mensa
Accolga tutti, ma di tre o di quattro
O di cinque non più sia la brigata:
Perchè se fosser più cena sarebbe
Di mercenarj predator soldati.")
Scelgo per
voi anche quest'altro frammento, dove si elogia la prelibatezza dell'anguilla
dello Stretto di Messina.
Lodo ogni
anguilla, ma la più squisita
È quella che si pesca dello stretto
Nel mar, che Reggio di rincontro guarda.
O di Messina abitator felice
Sopra ogni altro mortal' che questo cibo
In copia mangi! Levan pur gran fama
Le anguille di Strimona e di Copea
Perchè son grosse e pingui a maraviglia.
Ma d'onde pur si fosse, a mio parere,
Signoreggia tra tutte le vivande
E ogni altra avanza per la sua dolcezza
L'anguilla, il pesce sol ch'è tutto polpa.


Commenti